Author: nonnoagostino

Il nostro B&B ospiterà
GRATUITAMENTE
artisti JAZZ


IL PROGRAMMA
Il Jazzit Fest è un evento itinerante costruito attorno alla ‘Residenza Creativa’ di circa trecento musicisti e addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo che si danno appuntamento – in modo spontaneo e a titolo di volontariato – per incontrarsi, conoscersi, esibirsi, ispirarsi, produrre e comporre nuova musica, trasformando il paese in un luogo di sperimentazione artistica. Nell’arco di tre giorni andrà in scena un programma gratuito di oltre cento concerti, conferenze, seminari, registrazioni discografiche e laboratori di musica per l’infanzia, per i diversamente abili e per la terza età.

 

LA COMUNITÀ OSPITANTE
In occasione del Jazzit Fest la comunità locale diventa protagonista dell’accoglienza e del ristoro dei musicisti ed è coinvolta in un percorso di ‘accensione civica’: gli abitanti sono invitati a sottoscrivere un impegno di volontariato attraverso la ‘Banca del Tempo’ e sono guidati a sperimentare un’esperienza di cittadinanza attiva, partecipazione, impegno, educazione civica e cooperazione destinata a stimolare un rinnovato sentimento di comunità. Il Jazzit Fest incoraggia così le persone al coinvolgimento attivo per dare il meglio di sé nell’organizzazione, nella produzione e nella comunicazione dell’evento, al fine di risvegliare una nuova passione civile e sollecitare la nascita di nuove relazioni sociali.

 

LA COMUNITÀ DI VOLONTARI, MECENATI E FILANTROPI
ll Jazzit Fest si distingue perché stimola un desiderio virtuoso di cooperazione, volontariato attivo, filantropia e mecenatismo attorno alla musica, all’arte e alla creatività, secondo i princìpi dell’economia collaborativa e dell’economia civile: e ogni anno riusciamo a creare una catena di valore grazie a una comunità di musicisti, abitanti, volontari, tecnici, professionisti e società private che mettono a disposizione tempo, risorse, beni, professionalità, strumenti, idee e servizi, dimostrando in modo empirico come la cultura sia lo strumento migliore per ricostruire il nostro Paese e che il futuro sia un atto di responsabilità collettiva.

 

Scopri di più su: http://www.jazzitfest.it

 

sabato, 25 novembre 2017

Aperitivo serale d’eccellenza + visita guidata esclusiva alle catacombe più affascinanti del sud Italia.

Dopo il grande successo dell’estate, a grande richiesta continua l’AperiVisita alle Catacombe di San Gennaro, il tour serale che ti permette di scoprire uno dei luoghi sotterrerei più suggestivi del mondo.

Una discesa nella bellezza del mistero, arricchita da un momento gourmet offerto da Birra KBirr, produttori della birra artigianale napoletana dedicata a San Gennaro e dalle eccellenze del Rione Sanità.

Durata 1h
Costo €12
Posti limitati disponibili su prenotazione: 0817443714 – prenotazioni@catacombedinapoli.it

Buona visita!

DATE IN PROGRAMA:
Sabati di Novembre 25, ore 20 e 21
Sabati di Dicembre 2 – 9 – 23 – 30, ore 20 e 21

 

 

Capri, l’isola nel Golfo di Napoli, è famosa per il territorio scosceso, gli hotel esclusivi e lo shopping, che spazia dall’alta moda, al limoncello, fino ai sandali di cuoio artigianali. Uno dei siti naturali più conosciuti è la Grotta Azzurra, una cavità buia in cui l’acqua del mare si tinge di blu elettrico grazie alla presenza di una grotta sotterranea che filtra la luce del sole. Durante l’estate la spettacolare costa dell’isola, ricca di insenature, attira numerosi yacht.

Positano è un paese della costiera amalfitana, nell’Italia meridionale. È una destinazione turistica molto famosa con spiagge di ciottoli e stradine strette e scoscese ricche di negozi e caffè. La Chiesa di Santa Maria Assunta ha la cupola in maiolica e un’icona bizantina della Vergine Maria del XIII secolo. Il sentiero escursionistico Sentiero degli Dei collega Positano alle altre città costiere.

La Costiera Amalfitana è un tratto di 50 chilometri di costa a sud della Penisola Sorrentina, nella regione Campania. Famosa meta per le vacanze, è caratterizzata da ripide scogliere e da una costa frastagliata costellata di piccole spiagge e villaggi di pescatori color pastello. La strada costiera tra la città portuale di Salerno e il costone roccioso di Sorrento si snoda tra ville sontuose, vigneti terrazzati e limoneti a picco sul mare.

Il Vesuvio è un vulcano situato in Italia, in posizione dominante rispetto al golfo di Napoli. È uno dei due vulcani attivi dell’Europa continentale nonché uno dei più studiati e pericolosi al mondo a causa dell’elevata popolazione delle zone circostanti e le sue caratteristiche esplosive.

Il nome Vesuvio (in latino classico Vesuvius; attestato anche come Vesevius, Vesvius, Vesbius, Vesuvinus, Vesaevus) è presumibilmente d’origine indoeuropea (da una base aues, “illuminare” o eus, “bruciare”). Secondo altri il nome deriverebbe da Vesbio capitano dei Pelasgi che dominò quel territorio.

Esistono tuttavia alcune etimologie popolari: dato che nell’antichità si riteneva che il Vesuvio fosse consacrato all’eroe semidio Ercole, e la città di Ercolano, alla sua base, prendeva da questi il nome, si credeva che anche il vulcano, seppur indirettamente traesse origine dal nome dell’eroe greco. Ercole infatti era il figlio che il dio Giove aveva avuto da Alcmena, regina di Tebe. Uno degli epiteti di Giove (Zeus nella Grecia antica) era Ὕης, Hýēs, cioè “colui che fa piovere”. Così Ercole sarebbe diventato Ὑήσου υἱός, Hyḗsou hyiós (pronunciato [hyːˈɛːsuː hʏɪˈos]), cioè il “figlio di Hýēs”, da cui sarebbe derivato il latino Vesuvius (pronunciato [wɛˈsʊwɪʊs]).

Una tradizione popolare della fine del Seicento vorrebbe invece che la parola derivi dalla locuzione latina Vae suis! (“Guai ai suoi!”), giacché la maggior parte delle eruzioni sino ad allora accadute, avevano sempre preceduto o posticipato avvenimenti storici importanti, e quasi sempre carichi di disgrazie per Napoli o la Campania. Un esempio su tutti: l’eruzione del 1631 sarebbe stato il “preavviso” naturale dei moti di Masaniello del 1647. Nelle poesie napoletane sul Vesuvio di fine Ottocento si può trovare il Vesuvio chiamato la Montagna (con l’articolo e la lettera M in maiuscolo) per indicarne la maggiore importanza rispetto alle altre.

Gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti della città di Pompei antica, presso la collina di Civita, alle porte della moderna Pompei, seppellita sotto una coltre di ceneri e lapilli durante l’eruzione del Vesuvio del 79, insieme ad Ercolano, Stabia ed Oplonti.

I ritrovamenti a seguito degli scavi, iniziati per volere di Carlo III di Borbone, sono una delle migliori testimonianze della vita romana, nonché la città meglio conservata di quell’epoca; la maggior parte dei reperti recuperati (oltre a semplici suppellettili di uso quotidiano anche affreschi, mosaici e statue), è conservata al museo archeologico nazionale di Napoli ed in piccola quantità nell’Antiquarium di Pompei, attualmente chiuso: proprio la notevole quantità di reperti è stata utile per far comprendere gli usi, i costumi, le abitudini alimentari e l’arte della vita di oltre due millenni fa.

Il sito di Pompei, nel 2016, ha superato i tre milioni di visitatori, per la precisione 3 209 089, risultando il terzo sito museale statale più visitato in Italia dopo il Pantheon e il circuito archeologico del Colosseo, Foro Romano e Palatino. Nel 1997, per preservarne l’integrità, le rovine, gestite dalla Soprintendenza Pompei, insieme a quelle di Ercolano ed Oplonti, sono entrate a far parte della lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO[6].

La penisola sorrentina è una penisola italiana protesa nel mar Tirreno nonché una delle principali mete turistiche della Campania.
Sul lato che affaccia nel golfo di Napoli costituisce la costiera sorrentina, mentre nel lato che dà sul golfo di Salerno forma la costiera amalfitana.

È situata tra il golfo di Napoli e il golfo di Salerno, la costiera sorrentina rientra nella città metropolitana di Napoli mentre la costiera amalfitana rientra nella provincia di Salerno. È ricca di zone famose per le loro bellezze storiche e naturali. Tutte le località della penisola hanno una antica e consolidata vocazione turistica e sono conosciute in tutto il mondo.

Il territorio è completamente attraversato dalla catena montuosa dei Monti Lattari, che degradando verso il mare terminano con la località di Punta Campanella. Di fronte a Punta Campanella, a poche miglia marine, c’è l’isola di Capri che un tempo era attaccata alla penisola sorrentina e attualmente ne rappresenta un ideale proseguimento.

La reggia di Caserta è un palazzo reale, con annesso un parco, ubicato a Caserta. È la residenza reale più grande al mondo per volume e i proprietari storici sono stati i Borbone di Napoli, oltre a un breve periodo in cui fu abitata dai Murat.

Nel 1997 è stata dichiarata dall’UNESCO, insieme con l’acquedotto di Vanvitelli e il complesso di San Leucio, patrimonio dell’umanità.

Dal 28 ottobre 2018 una grande mostra, moderna e interattiva, nelle sale di Castel dell’Ovo.

Dopo la straordinaria mostra dedicata lo scorso anno a Totò, Napoli rende omaggio a una famiglia che ha fatto non solo la storia della città – ma anche dell’intero Paese e del Teatro – con la grande esposizione “I De Filippo, il mestiere va in scena”, in programma a Castel dell’Ovo dal 28 ottobre 2018 al 24 marzo 2019.

La mostra, in anteprima mondiale, è stata fortemente voluta dalla famiglie De Filippo ed è curata da Carolina Rosi, Tommaso De Filippo e Alessandro Nicosia, presidente di C.O.R. (Creare Organizzare Realizzare) ed è promossa dal Comune di Napoli.

L’allestimento si propone come un dialogo continuo tra i De Filippo e il pubblico. “La mostra è concepita per far vivere, in prima persona, al visitatore-spettatore lo stesso rapporto stretto, familiare, che ho avuto io con il mondo dello spettacolo, con il teatro e con i personaggi che ne fanno parte, diventa un luogo dove una famiglia viene raccontata alle famiglie” – spiega Tommaso De Filippo, figlio di Luca presentando la mostra.

Sarà, infatti, una mostra “moderna, interattiva, non statica” in cui Eduardo e Luca De Filippo presenteranno e racconteranno la famiglia, da Vincenzo e Mario Scarpetta, a Titina, a Peppino e a Luigi De Filippo.

Su una superficie di 1800 metri quadri, saranno esposti scenografie originali, oltre 70 costumi originali e oggetti di scena, foto, video, manoscritti e dattiloscritti, manifesti, locandine, copioni.

Un lavoro di ricerca e di recupero portato avanti in oltre un anno da Tommaso De Filippo, figlio di Luca, che ha parlato di questo progetto come “di un percorso importante ed emozionante, che mi ha dato la possibilità di scoprire aspetti di famiglia che non conoscevo e che mi ha dato l’opportunità di riavviare rapporti con familiari di cui si erano un po’ perse le tracce”.

TEATRO. NAPOLI MILIONARIA, IL DEBUTTO E LE PAROLE DI VIVIANI

Gli fa eco Carolina Rosi che afferma “il mestiere di chi è in palcoscenico non è facile, fare teatro poi diventa sempre più complicato. Questa mostra spero sia vista come un omaggio a tutte le compagnie, a coloro che hanno vissuto, vivono e vivranno, purtroppo sempre con più difficoltà, ogni sera per il ‘chi è di scena’, un omaggio alla grande famiglia Scarpetta/De Filippo che del ‘mestiere’ ha fatto un momento unico, straordinario e allo stesso tempo collettivo di riflessione condivisa; perché il teatro questo fa: parla del nostro tempo, della nostra vita, al di là dei tempi e degli spazi. Questa esposizione vuole essere anche un omaggio al nostro paese, al nostro grande patrimonio drammaturgico che, travalicando i confini, diventa patrimonio di tutti, perché come scriveva Eduardo: “Lo sforzo diperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro”.

L’esposizione sarà divisa in più sezioni tra cui una dedicata alla poesia, una al cinema, una, quella più ampia, naturalmente al teatro e alla commedia e una al rapporto con l’estero. Attraverso più di 70 costumi di scena (tra cui quelli di Natale in Casa Cupiello), locandine, copioni manoscritti, foto e video inediti, conservati in archivi privati, in istituti e soprattuto dagli eredi Eduardo e Luca De Filippo, partendo dal capostipiste Scarpetta, inconterete Eduardo anche nei film, nelle sue poesie, nelle sue canzoni, vivrete la sua forza, il suo rigore, la considerazione per il teatro e per il pubblico che lo portarono a non fermarsi mai.

L’immagine guida del progetto espositivo è il disegno realizzzato negli anni ’30 da Umberto Onorato, il principe della caricatura, per promuovere le recite della Compagnia Umoristica I De Filippo che avevano come protagonisti Eduardo, Titina e Peppino.

Dopo un exhibvit iniziale, mirabilmente curato dall’Istituto Luce-Cinecittà con la regia di Roland Sejko, si arriva alle sezioni della poesia, con 16 attori d’eccezione – da Toni Servillo a Luca Zingaretti, da Isa Danieli a Lina Sastri passando per Vincenzo Salemme e la stessa Carolina Rosi – che interpretano i componimenti di Eduardo, per poi arrivare alla sezione del cinema, con una miscelana dei film più popolari.

Nello spazio centrale, il Salone Italia, rivivrete il cuore pulsante del Teatro: dodici vere e proprie isole teatrali con materiali originali, ognuna caratterizzata da oggetti e costumi di scena.

Nelle sale superiori il percorso prosegue con altre sezioni che nascono da un’attenta ricerca di materiali proveninenti da archivi pubblici e privati che consentono di completare i vari ritratti non solo dal punto di vista professionale ma anche umano. Una sezione è rivolta all’impegno civile, alle amicizie, ai ricordi, al rapporto con Pulcinella e alla nototierà e all’attualità delle commedie di Eduardo che nel mondo è rappresentato e tradotto in oltre 40 paesi. E per finire una sezione dedicata a tutti gli altri protagonisti della famiglia. Eduardo, Vincenzo e Mario Scarpetta, i fratelli Titina e Peppino, Luigi De Filippo fino a concludere con Luca.

Nel bookshop, inoltre, saranno in vendita manufatti in ceramica realizzati dai ragazzi del carcere minorile di Nisida con cui lavora la Fondazione Eduardo De Filippo e il cui ricavato sarà destinato alle attività laboratoriali dell’istituto di pena minorile.

Il costo del biglietto è di 10 euro intero, 8 euro ridotto, 7 euro ridotto per gruppi, 5 euro ridotto per le scuole. La mostra è visitabile dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 19.00 e la domenica e festivi dalle ore 10.00 alle ore 14.00.

 

fonte: ecampania.it

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